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carta camminavo sull'onda sorretta da uno sciame di cicale ero sola a sospendere velieri come. Se tu, tra le mani le spine venissi per darmi laddio se tu mi vedessi dormire ti supplico amore non farti sentire e dolce non farmi svegliare. A perdifiato vieni a introdurre suoni qua che sparsa lei non si controlla che si dissalda e perde e si disseta ad illusorio chiocchiolio di fronte. Scoccami te ne prego ho bisogno di andare. Ritocco con la punta di un sorriso lacrime stinte e cavità dolenti vi mostro quello che di me non pesa, la mia faccia di sole nell'estate. Intanto che l'ennesimo attentato mi pone su quel ciglio a me già noto fuori m'agghindo bella e vittoriosamente ancora viva l'Ombra dovrà aspettare la mia resa. Goccia grandangolare Resiste sulla foglia quelle pi secche sono già cadute. Essere basta all'essere Cosa dovrei chiederti girandole, stelle filanti? Quando Avevamo lo stormire dei fogli di carta nel cassetto delle speranze perse e sentenziose presenze imbacuccate da ospiti provvisori. Dire che la poesia ha strumenti da vendere o merce da promuovere a discapito d'altra che pi vale assoggettarla ai margini equivocando su valori intrinseci questa è la realtà in ogni campo dell'umano affare c'è chi perde sapendo e chi vince ignorando Pseudoriparo. Lanciatevi nel Solo e avrete il Tutto fatevi sorprendenza ma non di quell'inutile assemblare parole già esistenti né di quel fare grattacieli vani di piani vuoti e sghembi che vi spacciate per originali sgombratevi la mente da ogni dato e solo allora accoglierete in Noi. Puoi avere buoni di tutte le specie, va molto quello sempre ubriaco con una donna che non cè pi, sporco di rimpianti ma abbastanza duro da non farli diventare rimorsi.

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E per la cameretta dei tuoi bimbi? Hic sunt leones Dormono intorno al proprio sé s'aggiustano le notti nell'affanno, nel giorno hanno respiri di tragedie irrisolte ed a tentoni cercano i propri artigli il proprio nome hanno sognato d'essere gli eroi di sentieri di vetta hanno pensato d'essere al traguardo mentre assopiti. Un sereno e sicuro silenzio nel quale riposare e poi dormire. Ora dipano frange sinuose di liscio ahi! Di me si scorga solamente l'orma. Io mi prometto il prossimo mattino. L'ora del Tao Si è fatta l'ora che la sera ha timori aggrumati desideri tardi per scoprire il seno il fianco o le curve sbiadite nel vestito se di liscio si tratta, di piegato gesto o di capelli volti sulle punte di bianco. Ancora langelo di mezzanotte Sugli inferni di terre abbandonate dimenticate dagli dei del sole dove il sangue dilaga sulle pietre io demone inquieto volerei ad ali grandi come tetre vele. Oppure mentre Illuminazione sull'isola Al bivio, ogni momento tra e tra nel sistema binario in apparente esistenza naufragare nell'azzurro d'intorno a Santorini. L'ululato impietoso soffoca l'argento spegne ganniti e luci di voliera e nel silenzio spaccia altro silenzio Oicsevor li Mi allontano dai battimani che non chiesi dagli sguardi distratti e dalle voci sguainate che infilzano la vita di saliva di sangue e d'altri umori, e tutta. Di fiori d'artemisia distillati bevo l'assenzio mi aggrappo ai corrimani nel silenzio sartiame arrotolato infine non ho voglia di attraccare. Gli occhi perduti a reggere aquiloni e smalti di sorrisi a me lascia che il giorno sia canzone dei rami curvi, degli sguardi semplici dei miei respiri fanne una corona da pagarci le notti, le veglie che mi parlino in termini accessibili.